Perché il Plastic Pact piace anche ai delfini e la creatività è un valore.

Se ti ritrovi a raccogliere forchette di plastica sul fondo sabbioso in Egitto, pensando che così non saranno mangiate da un delfino, e la vita ti fa il regalo di incontrare, subito dopo, 9 delfini che giocano con te sott’acqua… ti chiedi se sia veramente un “caso”…

42 tra le più grandi e più popolari marche di cibo, bevande e prodotti per la pulizia hanno firmato, il 26 aprile 2018, un accordo per ridurre l’inquinamento da plastica in un patto piuttosto ambizioso: si chiama UK Plastic Pact.

E’ – come la ha definita Marcus Gover, Responsabile del programma WRAP (Waste and Resources Action Programme) che ha lanciato la campagna – la prima iniziativa collaborativa al mondo in questo ambito, e unisce marchi, distributori, produttori, chi si occupa di riciclare la plastica, onlus e agenzie governative.

Entro il 2025 queste aziende, che sono responsabili dell’80% del packaging in plastica che viene commercializzato dalla grande distribuzione in Gran Bretagna, hanno stabilito che:

  • elimineranno il packaging monouso;
  • il 100% dei packaging in plastica saranno riutilizzabili, ricavabili o compostabili;
  • il 70% del packaging in plastica sarà effettivamente riciclato o compostato;
  • gli imballaggi in plastica conterranno in media il 30% di materiali riciclati.

Uno studio diffuso il 23 aprile 2018 dall’Istituto di Scienze Marine del CNR di Genova (ISMAR), dall’Università Politecnica delle Marche (UNIVPM) e da Greenpeace Italia – in seguito ad analisi su campioni raccolti in 19 punti lungo tutta la costa italiana -ha confermato che nel Mar Mediterraneo c’è un’alta concentrazione di microplastiche, come nel Pacific Vortex.

Essere SMART e sviluppare l’intelligenza emotiva e la creatività sono alla base di eventi ed esperienze che organizzo. “Scegliersi…oltre” è uno dei miei mantra e dei motti del mio blog. Che collegamento c’è tra plastica e creatività?
Cosa c’entra il Plastic Pact con tutto questo?
C’entra. Eccome.

“Scegliersi oltre” significa partire o ripartire da noi stessi e dal nostro PERCHÉ, sviluppare le capacità innate che abbiamo di essere creativi e creare soluzioni utili a noi e al mondo che ci circonda.

Si parla spesso di obiettivi, perchè per riuscire a raggiungere risultati devi decidere bene dove vuoi arrivare, quando, quali azioni intraprendere e come ti sentirai quando avrai raggiunto le varie destinazioni intermedie del cammino della vita.
Gli obiettivi devono però posare su fondamenta solide, cioè sul tuo SCOPO, sulla tua missione, sui VALORI in cui credi. Perchè lo scopo ti da’ l’energia necessaria per fare quello che fai, di andare avanti anche nelle difficoltà, di rialzarti se qualcosa ti ha fermato o commetti un errore.

“Scegliersi oltre” significa, per me, scegliere e sentire l’unione con la Terra, con il Mare, con l’ambiente; non possiamo pensare a noi stessi senza la consapevolezza che siamo oltre 7 miliardi e che siamo al tempo stesso piccoli e fondamentali, perché uno più uno più uno più uno… fa tutti noi.
Significa scegliere, ad esempio, tra i propri valori, la consapevolezza, la cura, le azioni comuni e la creatività dedicate a creare sinergie per la tutela dell’ambiente e la sostenibilità.

E’ vero che “TOGETHER WE CAN“!

Il fatto che quando si parla di plastica si debba agire alla fonte non è una buona scusa per delegare, lasciare che siano altri ad agire anche per me: sono consapevolezza e conoscenza che poi alimentano le soluzioni creative.

Sara, in Mar Rosso, nuota a fianco di un delfino che continua a starle vicino dopo che gli ha tolto un sacchetto di plastica dal muso.

…perché se incontri un delfino con una borsa di plastica sul muso, lo liberi e poi lui ti accompagna per lungo tempo e ti resta vicino, qualche domanda te la poni e le idee ti vengono… è così che ho pensato di convincere il capitano della barca che amo nel Mar Rosso sudanese a sostituire le bottigliette di plastica che usavano i clienti in barca con bottiglie in alluminio riusabili. Così è nato progetto REUSE REDUCE RECYCLE. I grafici sul sito mostrano come ogni anno si “risparmino” migliaia di bottigliette, che una volta portate a terra, a Port Sudan tra i rifiuti… chissà che fine avrebbero fatto. E le belle idee sono contagiose, perchè subito dopo anche un Diving italiano, seguendo l’esempio, ha iniziato a consegnare ai subacquei le bottigliette di alluminio, anziché utilizzare la plastica. Sono passi… ma un passo dietro l’altro si fa il cammino.

I giovani del Canary Wharf College pescano la plastica e ripuliscono Londra.
Nel mondo ci sono diverse altre iniziative come questa.
A Cape Town, dove il vento e le mareggiate portano molti rifiuti e tanta plastica sulle lunghissime spiagge, dal mare ma anche dalle township che ci sono in città, si organizzano periodicamente enormi campagne di pulizia.
In Italia abbiamo diversi esempi: noi subacquei organizziamo campagne per ripulire le spiagge e i mari. Clean Sea LIFE, ad esempio, è una “campagna di sensibilizzazione”, cofinanziata dalla comunità europea tramite il programma LIFE per unire subacquei, pescatori ricreativi e professionisti, diportisti, bagnini, bagnanti, ragazzi e cittadini comuni nella difesa del mare”. Come? Ripulendo coste e fondali, con il supporto dell’Unione Europea e, in questo modo, portando l’attenzione del pubblico sui rifiuti marini.
“Circoli, scuole e associazioni saranno invitati ad “adottare” il proprio tratto di costa o fondale, a effettuare raccolte di rifiuti marini ogni anno e a mantenere pulito il mare con semplici accortezze: ad esempio prendendo l’abitudine di recuperare in ogni escursione un rifiuto galleggiante, spiaggiato o affondato, oppure evitando di gettare i mozziconi di sigaretta – plastica intrisa di sostanze tossiche – in spiaggia o in acqua”.
La campagna di sensibilizzazione Clean Sea Life ha quindi un obiettivo immediato e concreto – l’eliminazione di rifiuti da spiagge e fondali – e, più a lungo termine, quello di indurre gli ‘utenti del mare’ a essere attivi nella protezione del mare nella loro vita.

Se hai letto sino a qui, la cura dell’ambiente e la sostenibilità sono anche tra i tuoi valori, parole che risuonano nel profondo dentro di te e proteggere l’ambiente la senti come tua missione.

Che esempi conosci di persone creative che hanno messo la propria creatività al servizio dell’ambiente, della sostenibilità?

E tu? Quali sono i tuoi valori e la tua missione? Hai già trovato i tuoi? Sono quelli che senti nel profondo? Che ti danno l’energia che ti serve per portare avanti la tua missione?

Come stai usando la tua creatività per portare avanti questa missione?

Sai che è possibile allenare e sviluppare la creatività? Cosa stai facendo per farlo?

Fonti

(link verificati al 2 maggio 2018)