SCEGLIERE e scegliersi

Cosa ci fanno quei quattro che guardano oltre, verso l’alto, verso il futuro, nell’angolo di una libreria di Parma?

Per 3 sere, in maggio, ho scelto di partecipare al Festival della Complessità e ascoltarne alcune voci.

“Ciò che è complicato si semplifica, ciò che è complesso no”… ma possiamo scegliere. E’ l’affermazione condivisa da coloro che ci hanno accompagnato lungo un percorso fatto di parole e di immagini durante tre incontri:

Cecilia Mattioli, bookblogger, il cui amore per i libri e per le storie che si lasciano raccontare traspare dalle sue recensioni uniche e appassionate;

Assunta Corbo, che ha fatto di gratitudine e giornalismo costruttivo suoi ideali che attua e diffonde quotidianamente;

Mariagrazia Villa, docente di etica e foodwriting, giornalista culturale, che riunisce ironia, creatività ed etica creando mix culturali esplosivi.

Paolo Schianchi, docente di Visual Communication e interaction design e Creativity e problem solving, appassionato promulgatore di storia, filosofia e creatività delle immagini, quali elementi comunicativi per eccellenza.

Dalle loro voci e dalle loro disparate storie, così originali, si leva un’ode alla

possibilità di scegliere e scegliersi in un mondo ricco di complessità .

Puoi scegliere se non informare e di non informarti, ma non puoi scegliere di non comunicare senza consapevolmente rischiare il peggio: come ricorda Mariagrazia Villa, Fra’ Salimbene de Adam da Parma descrive una sperimentazione, ideata dall’imperatore Federico II, che condusse un gruppo di bambini, nutriti e sfamati ma privati di contatti e interazioni, a morire di fame di comunicazione. Lo psicanalista Spitz conferma i risultati devastanti dell’assenza di comunicazione e attenzione con i suoi studi sui bambini degli orfanotrofi.

Puoi scegliere la prospettiva da cui osservare, il punto di vista, scegliere come scrivere e come comunicare visivamente ma anche, con consapevolezza e responsabilità, scegliere come leggi e come osservi, guardi e vedi.

Puoi decidere cosa imparare e cosa lasciar perdere, scegliere di andare oltre l’apparenza, cercare e ricercare nuovi punti di vista (Assunta Corbo).

Hai la possibilità di cambiare opinione, se i fatti dimostrano che è ammissibile farlo (Mariagrazia Villa).

Puoi optare, rispetto allo spazio e al tempo, per il valore della lentezza e lo “slow journalism”, decidere di arrestarti e capire, scegliere dove portare l’attenzione, scegliere la responsabilità prima della tempestività, di non arrivare necessariamente primo, ma piuttosto fare emergere la qualità e l’approfondimento (Mariagrazia Villa, Cecilia Mattioli, Assunta Corbo).

Hai la possibilità di scegliere di educarti a vedere, di imparare a riconoscere la forza interiore di un’immagine che comunica ed entra in empatia coi sensi, perchè “le immagini ci guardano, capiscono cosa ci serve e ce lo rimandano” (Paolo Schianchi).
Puoi renderti conto che stai riconoscendo ciò che già fa parte di te e della tua esperienza. Puoi scegliere di dubitare, quando vedi un’immagine, per non vedere tutto come pura trasposizione della realtà, riconoscere il valore e il significato di ombre e luci, colori e toni, chiaroscuri, composizioni, inquadrature.
Se decidi che non vuoi fotografare per mostrare, come avviene per lo più oggi, puoi scegliere di farlo per documentare.

Puoi scegliere l’umiltà, scegliere di non raccontare tutto, darti il permesso di sbagliare, scegliere di aprire le porte del giornalismo con “tre chiavi spesso sottovalutate: consapevolezza, empatia, etica”.

Puoi scegliere di comunicare come atto e non come fatto, di porti domande piuttosto di cercare risposte semplici e preconfezionate.

In tutto questo viaggio tra parola scritta e immagini, informazione e comunicazione, nella scelta di come porti di fronte e dentro la complessità, il primo passo da compiere è lavorare su sé stessi, guardarsi dentro, “capire chi sei e cosa vuoi essere come primo passo” (Schianchi, 2016 ). E’ ciò che Paolo Schianchi racconta che fa con i suoi studenti.

E’ ciò che chiedo di fare alle persone che accompagno, con il coaching, come primo passo per scegliersi.


Ti consiglio di leggere i loro libri e visitare il blog di Cecilia Mattioli, www.cemattio.com:

Corbo, A. (2016). Dire, fare… ringraziare: Abbiamo sempre un motivo per essere grati (Prima edizione). Recuperato da https://amzn.to/2WnFTNq

Schianchi, P. (2016). Webcreativity – Creatività e visual marketing post web: Teorie, idee ed esercizi per conoscere e sviluppare la creatività post-web. Recuperato da https://amzn.to/31p6Gg8

Schianchi, P. (2018). Visual Journalist: L’immagine è la notizia. Recuperato da https://amzn.to/2WUfICr

Villa, M. (2018). Il giornalista digitale è uno stinco di santo. 27 virtù da conoscere per sviluppare un comportamento etico. Recuperato da https://amzn.to/2KFVlCc

Villa, M. (2018). Professione food writer. Ricettario di scrittura con esercizi sodi, strapazzati e à la coque. Recuperato da https://amzn.to/2KDWiLu


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